Mondo Editoriale

Appuntamenti di sabato 4 settembre al Festival della Mente di Sarzana

Posted on | settembre 3, 2010 | No Comments

Festival della Mente di SarzanaSabato 4 settembre a Sarzana (SP) un fitto calendaio di appuntamenti nell’ambito della VII edizione del Festival della Mente, diretto da Giulia Cogoli, il primo Festival in Europa dedicato alla creatività e ai processi creativi.

Ecco cosa non perdere!

alle 10.00, nella Sala delle Capriate della Fortezza Firmafede: La bella e la bestia: l’identità tra arte e scienza
Incontro con Ludovica Lumer per ApprofonditaMente (ingresso 7.00 euro)

L’arte e le neuroscienze si uniscono oggi per raccontare come nasce il senso di identità nell’uomo, le modifiche che il sé subisce nel corso della vita di un individuo e di un popolo. L’arte, come modalità di rappresentare sensazioni ed emozioni, fornisce uno dei più preziosi documenti sul funzionamento del cervello, l’artista guarda contemporaneamente fuori e dentro di sé, come negli autoritratti di Giacometti e di Bacon. Negli ultimi anni le neuroscienze stanno contribuendo a fornirci un ulteriore livello di comprensione, in particolare la neuroestetica. Se sappiamo ascoltarle insieme, arte e scienza, possono insegnarci ad osservare i cambiamenti sociali, economici, culturali, di identità, ed i disagi che ne conseguono.

alle 10.00, presso il Teatro degli Impavidi: La ricerca dell’impossibile
Incontro con Laura Bosio per ApprofonditaMente (ingresso 7.00 euro)

Voci della spiritualità femminile attraverso i testi di mistiche, poetesse, filosofe, scrittrici: lettere, autobiografie, trattati, romanzi, versi. Gli accostamenti – da Saffo a Catherine Pozzi, da Teresa d’Avila a Gaspara Stampa, da Maria Maddalena de’ Pazzi a Marina Cvetaeva, da Murasaki a Emily Brontë, da Ildegarda di Bingen a Ra¯bi’a – producono una trama interna di associazioni, raccontando la vicenda, amorosa e di per sé sperimentale, di un “io” che si perde e si ritrova nell’ascolto o nella ricerca di un Assente. Una spiritualità che non rinvia necessariamente a un credo religioso, ma che nelle modalità delle esperienze e nelle parole che le traducono trova qui inattesi punti di contatto.

alle 11.30, presso il Chiostro di San Francesco: Da Gutenberg a Google
Incontro con Enrique Vila-Matas e Andrea Bajani (ingresso 3.50)

Come si può reagire al tramonto dell’era di Gutenberg, alla probabile dissolvenza dell’editoria tradizionale e artigianale, e all’avanzata, sempre più prepotente e pervasiva, dell’era digitale? Il geniale scrittore spagnolo Vila-Matas risponde al quesito culturale cruciale di inizio millennio con uno dei suoi originali personaggi: un editore in disuso, che decide di celebrare le esequie della letteratura e al tempo stesso di congedarsi definitivamente dall’editoria, all’ombra del grande maestro Joyce. Un dialogo su letteratura e metaletteratura, fuori e dentro il nuovo atteso romanzo sulla presunta apocalisse della letteratura.

alle 11.30, presso la Sala Canale Lunense: Il racconto che nasce dal cammino
Incontro con Paolo Rumiz (ingresso 3.50)

Nella scia di Chatwin e di Kapuscinski, Paolo Rumiz si è riappropriato della tradizione del viaggio come forma di ritmo letterario; il rapporto fra andatura e narrazione spiega come ogni viaggio abbia il suo linguaggio. Il viaggio diventa un’esplorazione geografica per raccontare la storia, ma anche un pellegrinaggio nelle solitudini fisiche ed esistenziali della gente. Nasce così il racconto dell’identità, spesso mutevole, delle persone e delle loro terre. A partire dall’esperienza dei suoi numerosi viaggi in Italia e all’estero, Paolo Rumiz spiega come la mente in viaggio crea ogni volta un linguaggio diverso per scovare l’anima profonda dei luoghi.

alle 14.45, presso la Sala delle Capriate: Uso e manutenzione del cervello. Staminali e non solo
Incontro con Gianvito Martino (ingresso 3.50)

Non passa giorno che non vengano annunciate cure miracolistiche a base di cellule staminali per malattie come Alzheimer, sclerosi multipla, Parkinson, solo per citarne alcune. Purtroppo, però, non si traducono quasi mai in cure per i malati. E’ la nostra ancora scarsa conoscenza della complessità strutturale e funzionale del cervello, con più di 200 miliardi di cellule, che ci limita. Per questo non si può genericamente parlare di staminali per tutto e per tutti: in alcuni casi si stanno già sperimentando, in altri le evidenze di un potere curativo delle cellule bambine sono solo limitate e/o aneddotiche, ed in altri casi ancora, paradossalmente quelli più gridati, i risultati fino ad ora ottenuti sono addirittura contraddittori.

alle 14.45, presso il cinema Moderno: Perché crediamo alle storie?
Incontro con Roberto Escobar e Paolo Legrenzi per ApprofonditaMente (ingresso 7.00 euro)

Da un lato c’è la realtà e le descrizioni dei suoi molteplici aspetti, dall’altro le finzioni, cioè le bugie, piacevoli e spiacevoli. I film sono allora bugie piacevoli? Non lo sono tutte le storie quotidiane? Eppure le storie non sono tutte uguali: alcune funzionano, altre no. Quando si realizza un film si decide come scrivere la storia, cosa va dentro e cosa fuori, perchè funzioni si cambia qualcosa della realtà, ad esempio si trasforma un uomo in un insetto, come in Kafka, e poi se ne esplorano le conseguenze, ma il mix deve essere credibile, plausibile. La libertà di chi fa un film è in conclusione vincolata. Un critico cinematografico e filosofo ed un cognitivista esplorano la natura di questi vincoli.

alle 15.00, presso il Teatro degli impavidi: L’anima e l’iPad
Incontro con Maurizio Ferraris (ingresso 3.50)

L’io, il soggetto puro della volontà, spesso interpretato come un homunculusche si agita in noi, si presta a venir descritto come una tabula su cui si iscrivono impressioni, ruoli e pensieri. Agiamo per imitazione (i neuroni specchio), l’imitazione si iscrive nelle nostre menti attraverso l’educazione e la cultura e, a questo punto, diveniamo capaci di azioni morali. Immaginando un vecchio telefono, in tempi pre-telefonino, quando squillava e noi non eravamo a casa, vivevamo felici, senza obblighi. Oggi ogni “chiamata non risposta” è registrata e genera l’obbligo di rispondere, suscita la fitta di rimorso che è “quello che diciamo l’anima”. C’è da chiedersi se la grande metafora dell’anima non sia, oggi, quella potentissima tavoletta scrittoria che è l’iPad.

alle 15.30, presso la Sala Canale Lunense: Alle origini della ragione: il mito e la follia
Incontro con Giulio Guidorizzi (ingresso 3.50)

Alle radici della mente, esiste un terreno sottile e incerto, tra ragione e pre-ragione. In termini antropologici si parla di pensiero selvaggioo primitivo. I Greci possedevano una parola per esprimere questo procedimento mentale: mythos, e noi l’abbiamo ereditata assieme ad un rapporto ambivalente con il mito: finzione da un lato, manifestazione di creatività dall’altro. Ma c’è un altro aspetto dell’umano che porta oltre la mente: la follia. Una patologia, ma anche uno strumento per dilatare i confini dell’anima: così appunto era intesa dai Greci, fondatori del concetto occidentale di ragione. Probabilmente, essi hanno qualcosa ancora da insegnarci, come scriveva Eraclito: “per quanto tu cammini per ogni via, i confini dell’anima non li troverai”.

alle 17.00, presso la Sala delle Capriate della Fortezza Firmafede: Uso e manutenzione del cervello. Staminali e non solo
Incontro con Gianvito Martino (ingresso 3.50)

Non passa giorno che non vengano annunciate cure miracolistiche a base di cellule staminali per malattie come Alzheimer, sclerosi multipla, Parkinson, solo per citarne alcune. Purtroppo, però, non si traducono quasi mai in cure per i malati. E’ la nostra ancora scarsa conoscenza della complessità strutturale e funzionale del cervello, con più di 200 miliardi di cellule, che ci limita. Per questo non si può genericamente parlare di staminali per tutto e per tutti: in alcuni casi si stanno già sperimentando, in altri le evidenze di un potere curativo delle cellule bambine sono solo limitate e/o aneddotiche, ed in altri casi ancora, paradossalmente quelli più gridati, i risultati fino ad ora ottenuti sono addirittura contraddittori.

alle 17.30, in piazza Cesare Battisti: Uno nasce e poi muore. Il resto sono chiacchiere
Incontro con Francesco Tullio Altan e Sergio Staino (ingresso 3.50)

Un incontro con due tra i maggiori protagonisti del disegno satirico che sanno raccontare la realtà contemporanea da un’angolatura che ne fa dei veri e propri antropologi del contemporaneo, interpretando gli umori più sottili delle persone con sintesi straordinaria sia nel linguaggio che nel tratto. Narratori dell’Italia di oggi, capaci di essere di volta in volta sociologi e critici, senza la pedanteria di un linguaggio astruso, con la grande abilità di spostare la prospettiva, sdrammatizzare, e soprattutto far sorridere e confortare. Una conversazione per parole, disegni e satira.

alle 17.30, presso il Chiostro di San Francesco: The Angel of Beauty
Incontro con John Banville e Ranieri Polese (ingresso 3.50)

Uno tra i più incisivi scrittori contemporanei riflette sulla “bellezza”, parola difficile per l’uso pervasivo per non dire promiscuo che se ne fa (dalla pubblicità per cosmetici sino al calcio) e sul rapporto fra bellezza e arte: ci può essere bellezza senza arte, ma non esiste arte senza bellezza – sostiene Banville – nonostante quanto ciò possa sembrare duro. Una riflessione sul ruolo dell’artista e sulla ricerca della bellezza come il fine ultimo dell’arte: “stabilire un rapporto diretto con la bellezza ci aiuta a ricordare ciò di cui siamo responsabili, non solo nei confronti di noi stessi, ma del mondo intero”. Parlando di Keats, Nietzsche, Kant, attraverso la sua esperienza creativa di scrittore e quella di artisti e poeti contemporanei, Banville ci parla di the Angel of Beauty.

alle 19.00, in piazza Matteotti: Alla scoperta della mente: Jung, l’attualità dell’individuazione
Incontro con Luigi Zoja (ingresso 3.50)

Jung sostituì l’idea di guarigione con quella di individuazione. Non propose per la mente una “norma” ma, in un certo senso, il contrario: scoprire e realizzare ciò che ognuno è per disposizione naturale. Si tratta di un cammino che si conosce solo quando è quasi compiuto, non a priori. Nel discorso che più lo ha reso famoso, Steve Jobs non ha raccontato il suo successo economico, ma la sua storia personale come processo d’individuazione. L’eroe del XXI secolo non lotta sapendo cosa il mondo vuole da lui, ma per sapere cosa vuole da se stesso. Se religioni e ideologie non sono più in grado di unificare la società, moltissimi individui critici perseguono ancora questa utopia pensando di ottenerla attraverso la via interiore: non violenta ed individuativa.

alle 19.00, presso il Teatro degli Impavidi: I mostri dell’immaginazione
Incontro con Georges Didi-Huberman (ingresso 3.50)

In un’acquaforte molto celebre del pittore spagnolo Francisco Goya (il foglio numero 43 dei Capricci) vi è un’iscrizione che recita “il sogno (o il sonno) della ragione genera mostri”. Georges Didi – Huberman cercherà di spiegare ed analizzare quest’opera di Goya, come “un’immagine dialettica”. L’indagine e l’analisi di quella che può essere considerata una politica dell’immaginazione, realizzata da uno dei più originali e attenti studiosi di estetica.

alle 19.30, presso gli spalti della Fortezza Firmafede: Pensare l’Italia. Vittorio Emanuele II
Incontro con Alessandro Barbero (ingresso 3.50)

Alla vigilia dei 150 anni dell’Unità, il racconto storico e la visione dell’Italia che ebbe Vittorio Emanuele II. Salito al trono dopo la disfatta di Novara, rifiutò di abolire lo Statuto, incoraggiando il governo “a picchiare egualmente sui rossi come sui neri”. Quando si accorse che con la legge elettorale vigente, per cui votavano solo i borghesi e non i contadini, vinceva la sinistra, minacciò: “darò il suffragio universale e andrò io stesso a parlare agli elettori”. Cattolico devoto, non ebbe paura di varare le leggi Siccardi, che eliminavano i privilegi del clero, e di far arrestare l’arcivescovo di Torino, che aveva invitato i cattolici a disobbedire alla legge. Diventato il primo re d’Italia, sposò in seconde nozze la sua amante, la “bella Rosina” analfabeta, figlia di un sergente, scappando appena possibile dal Quirinale per starsene in pantofole con lei.

alle 21.00, nella Piazza d’armi della Fortezza Firmafede: Una vita di parole
Incontro con Vincenzo Cerami (ingresso 7.00)

Una vita di parole è il racconto-spettacolo di un narratore che ha sempre cercato le parole, le sonorità e le immagini più adatte e più espressive per la messa in scena della nostra vita di esseri umani e di cittadini. Le storie di Cerami sono qua e là spezzate da irruzioni a voce alta di alcuni grandi artisti: Pasolini, Totò, l’incontro con gli scrittori e i cineasti della seconda metà del Novecento, l’amicizia con i compagni di strada: Caproni, Moravia, Calvino, Fellini, Amelio, Bellocchio, Citti, Benigni; il suo amore per la comicità e per la musica (da Nicola Piovani a Philip Glass) e anche per il fumetto. L’ambizione è di gettare un fascio di luce laterale sulla realtà vista da un uomo che per raccontarla si serve dei linguaggi dell’arte.

alle 21.15, in piazza Matteotti: Sicuri di essere insicuri. E viceversa
Incontro con Ilvo Diamanti (ingresso 3.50)

L’insicurezza è una realtà difficile da definire, poiché noi ci sentiamo insicuri a causa di fenomeni – come ad esempio la criminalità comune e l’immigrazione – che non hanno una relazione diretta e misurabile con le nostre paure e con i nostri sentimenti. L’insicurezza è alimentata anche da altri fattori – come i media, le politiche e la politica – che seguono regole e logiche non sempre definibili o controllabili, anche dagli stessi attori e dalle stesse agenzie che le “agiscono”. Tuttavia, se siamo insicuri, se ci sentiamo tali, questa è “la realtà”, anche se appare irreale e irrealistica. E’ la costruzione sociale e mediale dell’insicurezza.

alle 23.15, presso gli spalti della Fortezza Firmafede: La mente e il corpo. Le tre età: la maturità
Incontro con Edoardo Boncinelli (ingresso 3.50)

La maturità è il fulgore e la gloria. Il sangue gira a pieno ritmo, il corpo tesse la sua tela, la mente si dispiega in tutta la sua potenza: percezione, apprendimento, memoria, progettazione, coscienza, ragionamento, immaginazione e creatività raggiungono il loro vertice nell’ambivalente luce della passionalità. Quando parliamo di mente, intendiamo di solito la mente matura ed è quindi questo il momento migliore per illustrarne tutti i dettagli noti, che sono infinitamente più interessanti di quelli immaginati. Il “mito delle marionette” di Platone impallidisce a confronto dei moti dell’amigdala e di tutto il sistema limbico. Sia che agiscano indisturbati, sia che si confrontino con le istanze della corteccia prefrontale, che impersona la “corda aurea” della ragione.

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