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Giuseppe Schillaci Candidato al Premio Strega 2010

Posted on | aprile 9, 2010 | No Comments

Giuseppe Schillaci Candidato al Premio Strega 2010Fonte: Nutrimenti

«Una Palermo profonda, vera, questa di Schillaci. Una Palermo non aulica, non gattopardesca, ma popolare, dell’antico quartiere della Guadagna, del Buon Riposo, nel periodo cruciale delle elezioni dell’aprile del ’48. Personaggi straordinari e una scrittura non di maniera che esprime il modo d’essere e di pensare dei popolani palermitani.» Vincenzo Consolo

Il fatale destino di un amore impossibile, quello tra Masino e Ninetta, s’innesta in un lungo racconto delle origini, in un anno di svolta, il 1948, a Palermo, crocevia e snodo d’interessi e traffici che si protraggono nel presente.

Il tessuto connettivo della borgata di Buon Riposo riflette l’Italia di oggi: gli affarucci e gli interessi di miseri e capetti, la contrapposizione destra-sinistra, l’ingerenza della chiesa e degli americani, e la legge non scritta che tutto ciò non deve cambiare. Che l’oracolo è una condanna.

E sulle ceneri della civiltà, dell’ideologia, delle credenze che hanno spesse e profonde radici nel mito, aleggia la voglia di rinascita, necessariamente altrove, e domina il racconto perché come dice Nofrio, il vecchio del ponte Ammiraglio, “raccontare è ricordare, dare la vita, salvarsi”.

Con questo romanzo d’esordio, sostenuto e incoraggiato da Vincenzo Consolo, Schillaci porta avanti una personale ricerca delle origini in cui la componente socio-politica e quella magico-esoterica si intrecciano senza soluzione di continuità, sullo sfondo della Sicilia del dopoguerra. Questa riscoperta dell’identità ancestrale parte dall’assunto che ogni fine sia inscritta nelle origini, e viceversa; con le parole di Nofrio: “Dov’è cenere fu fuoco”.

E nel libro la cenere diventa emblema e simbolo: cenere di una civiltà, quella magico-religiosa, e di un’ideologia, il comunismo. Ma è anche cenere di un amore, quello per Ninetta, e di un sogno, quello di partire per l’America, in un finale che è l’inevitabile realizzazione dell’oracolo iniziale. Partendo dalla cenere, Schillaci invita ad un viaggio nel passato che non ha niente di nostalgico, ma che è narrazione viva e appassionata di ciò che un tempo fu legno e fuoco.

Per leggere il primo capitolo, clicca qui

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