Recensione: Diario di classe, di Emanuele Marfisi
Posted on | marzo 23, 2010 | 4 Comments
Quelli del palazzo rosso… e gli altri
Non aspettate che Diario di classe vi capiti tra le mani. Potrebbe succedere, certo, potrebbe anche succedere presto, se siete fortunati, ma non c’è motivo di aspettare. Fatelo vostro domani, magari oggi stesso.
E non perchè dopo sarà troppo tardi, ma solo perchè adesso è il momento giusto per un romanzo in cui pieni e vuoti, silenzi e parole sono magistralmente dosati in una narrazione che scorre veloce, ma senza fretta.
Appena avete tra le mani il libro, fate un bel respiro e chiedetevi: ho impegni improrogabili per le prossime ore? Ricordate di rispondervi con sincerità: in ballo c’è non solo il piacere della lettura (ed è già moltissimo), ma la vostra capacità (possibilità) di tenere fede agli impegni presi (e potrebbe essere cosa di poco conto, ma si sa che a volte…).
Sì, perchè Diario di classe non è uno di quei libri che accettano di restare a lungo sul comodino in attesa della lettura della buonanotte. Chiede tempo e attenzione e se – questo è certo – lo fa in modo garbato, senza clamori o strida, è altrettanto vero che la sua voce è ferma e perentoria, perchè si esprime in un racconto avvolgente come una storia di famiglia, acuto e sincero come uno specchio sul quartiere e sul tempo, quello che c’è e quello che se ne è andato. Eppure rimane.
Leggetelo ovunque (su una panchina, in poltrona, in metropolitana), senza preoccuparvi del rumore, delle interferenze, delle distrazioni: saranno le sue pagine, una dopo l’altra, a creare attorno a voi il magico silenzio che sempre richiedono le letture speciali. Sarà come sentire – sopra ogni altra, prima di ogni altra – una voce conosciuta, capace di parlare di una vita che è anche la nostra, solo un po’ diversa, per una piccola variazione di tempo e di spazio che nulla toglie – anzi riesce ad aggiungere – al piacere dell’ascolto, del ri-vivere.
Insomma Diario di classe è un romanzo che, arrivati alla fine, si chiude con un sospiro per dire, per dirsi:
era da tempo che non leggevo un libro come questo
spero mi capiti presto un altro libro come questo
avrei voluto che non finisse mai
non ho potuto prendere fiato fino ad ora che è finito
sono così vere le cose che racconta
nessuna realtà tanto magica quanto quella che raccontano le parole
Per dire tutto il piacere di un incontro, di una scoperta, di un racconto di quelli che non hanno bisogno di nulla se non di se stessi per colpire in profondità, per annidarsi nella memoria, per strappare un attimo di gioia nel ripensarci.
Perchè Emanuele Marfisi non usa effetti speciali, se non quelli di ogni bravo narratore: le parole scelte con cura, eppure mai fuori dalla dimensione quotidiana che vogliono raccontare; lo stile limpido, senza intoppi o bizantinismi, che culla nel tempo che scorre pagina dopo pagina, quasi senza che se ne abbia la percezione; la forma che incontra la sostanza, e l’una e l’altra che si danno forza.
Buona lettura!
Emanuele Marfisi, Diario di classe, Discanti editore
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Tags: Diario di classe > discanti editore > Emanuele Marfisi > marzo 2010 > recensione
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4 Responses to “Recensione: Diario di classe, di Emanuele Marfisi”
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marzo 23rd, 2010 @ 13:00
[...] Recensione: Diario di classe, di Emanuele Marfisi Scritto il:2010-03-23 11:57:17 da [...]
aprile 7th, 2010 @ 17:07
[...] maggiori informazioni sul libro, clicca qui Per leggere la recensione di MondoEditoriale, clicca qui Condividi questo [...]
novembre 25th, 2010 @ 18:46
carissimo maestro Michele Marchesi, ho appena finito di leggere il libro acquistato al mama’s Ravenna.
Grazi! e buone cose!! Mimma Ferra
novembre 30th, 2010 @ 18:53
Grazie Mimma per avermi letto!
Ciao
Emanuele Marfisi.