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Speciale: 8 libri per l’8 marzo, Giornata Internazionale della donna

Posted on | marzo 7, 2011 | No Comments

8 libri per l'8 marzo, giornata internazionale della donnaMondoEditoriale presenta, in occasione dell’8 marzo, uno speciale atipico.

Due interventi editoriali della redazione introducono un consiglio di lettura che vale per otto: 8 libri per vivere l’8 marzo in maniera diversa dal consueto.

Il nostro pensiero e le nostre riflessioni, unite come sempre ai nostri consigli che vi accompagnano quotidianamente su queste pagine.

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1 – Non chiamatela “Festa della donna”

Di “feste” ne contiamo ormai fin troppe, specialmente da quando ogni scusa è buona per mettere mano al portafogli e far girare l’economia.

Festeggiamo un po’ di tutto, e al di là delle “feste comandate” dobbiamo abituarci alle ricorrenze importate ad-hoc dall’estero, a quelle profondamente “snaturate” rispetto al loro significato originario; e poi dobbiamo festeggiare tutti: la mamma, il papà e da diversi anni a questa parte anche la donna. Nella “festa della donna“.

Ora, sta bene precisare come non ci sia nulla di becero o maligno nel “festeggiare”: una pizza tra amiche, un’occasione in più di trovarsi e vivere una serata in compagnia, uscire e organizzare un ritrovo sui generis. Il problema è quando il festeggiamento prende il sopravvento su ogni altra cosa, capovolgendo il senso stesso della ricorrenza.

Da che mondo è mondo, la festa è un momento di gioia: così, per chi crede, è ad esempio il Natale. Ma l’8 marzo, è bene ricordarlo, non significa felicità in senso stretto: questa ricorrenza è piuttosto una giornata, speciale, titolata alla donna vista nel suo essere sociale, politico ed economico. Non un fenomeno da baraccone, dunque, non una rivalsa sul maschilismo che, subdolamente, vorrebbe trasformare il femminismo nell’andare a ubriacarsi e assistere a spogliarelli assortiti.

L’8 marzo, in altre parole, non è il giorno della rivincita, in cui cioè la donna deve sentirsi invitata a perdere ogni dignità allineandosi a quanto (alcuni) uomini, quotidianamente, si prendono il lusso di fare. Non è abbassandosi al livello di uomini-animali che la donna “festeggia” una giornata storicamente importante per la sua libertà e la sua autodeterminazione.

La festa intesa come possibilità di rendersi ridicoli, purtroppo, nella società di oggi, è la quotidianità, per cui parliamoci chiaramente: lasciamo fuori da tutto questo l’8 marzo, lasciamo fuori dal consumo imperante almeno questa giornata; e soprattutto, una volta per sempre, ricordiamoci di chiamare le cose con il loro nome.

8 marzo, Giornata internazionale della donna.

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2 – Oggi non è la festa della donna

Manipolare le parole, riempirle di significati nuovi o sostituirle con altre è un atto carico di conseguenze: il modo in cui nominiamo il mondo influenza il nostro modo di essere e agirci dentro, il modo in cui nominiamo le persone influenza la percezione e le relazioni che abbiamo di/con loro.

Le parole sono un’arma affilata, una deflagrazione potente.

Il linguaggio della verità, quello che chiama con il loro nome vero le cose, soddisfa il primo momento del desiderio e del sogno, radicalizza la scelta di cambiamento, segna il primo passo della trasformazione tra quello che appare e quello che è.

Oggi non è la festa della donna, oggi è la Giornata Internazionale della donna.

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Noi di MondoEditoriale ci affidiamo a parole preziose per raccontarvela. 8 libri, per l’8 marzo.

Dalla parte delle bambine

Alba De Cespedes, Dalla parte di lei, Mondadori

La storia di due donne, una madre e una figlia: la loro educazione, i loro sentimenti, i loro amori, le loro frustrazioni sullo sfondo drammatico degli anni della seconda guerra mondiale.

Una stanza tutta per gli altri
Alicia Gimenes-Bartlett, Una stanza tutta per gli altri, Sellerio

Attraverso gli occhi della domestica che servì in casa dell’enigmatica Virginia Woolf, un racconto sul gruppo di Bloomsbury. Una stanza tutta per gli altri è un romanzo sottile, anticonvenzionale, attraversato da una vena antiretorica.

Le streghe siamo noi
Barbara Ehrenreich, Le streghe siamo noi, La Salamandra

Per secoli le donne sono state medici senza laurea, escluse dai libri e dalla scienza ufficiale: apprendevano le loro conoscenze reciprocamente, trasmettendosi le loro esperienze da vicina a vicina, da madre a figlia. La gente del popolo le chiamava «le sagge», le autorità streghe o ciarlatane. La medicina è parte della nostra eredità di donne, della nostra storia, è nostro patrimonio.

Sputiamo su Hegel e altri scrittiCarla Lonzi, Sputiamo su Hegel e altri scritti, Et al. edizioni

Questo volume raccoglie gli scritti firmati personalmente da Carla Lonzi e quelli firmati collettivamente dal gruppo Rivolta femminile che dalla primavera del 1970 ai primi mesi del 1972 segnarono una rottura teorica con ‘il monologo della civiltà patriarcale’ e una posizione radicale della causa della donna.

Dalla parte delle bambineElena Gianini Belotti, Dalla parte delle bambine, Feltrinelli

La tradizionale differenza di carattere tra maschio e femmina non è dovuta a fattori ‘innati’, bensì ai ‘condizionamenti culturali’ che l’individuo subisce nel corso del suo sviluppo. Questa la tesi appoggiata da Elena Gianini Belotti e confermata dalla sua lunga esperienza educativa con genitori e bambini in età prescolare.

Non credere di avere dei dirittiLibreria delle donne di Milano, Non credere di avere dei diritti, Rosenberg & Sellier

Far divenire presente quello che è rimasto sepolto nell’infanzia di ogni donna: rispecchiamento di sé in una donna più grande, e da ciò accettazione e gloria di appartenere al sesso femminile. Tema di questo libro è dunque il costituirsi di una genealogia femminile: le autrici chiamano affidamento, affidarsi, questo speciale legame fra donne.

Nominare il mondo al femminileMaria Milagros Rivera Garretas, Nominare il mondo al femminile, Editori Riuniti

Nella storia e nella politica correnti, c’è un’immagine molto comune per interpretare e spiegare le differenze evidenti tra l’esperienza umana femminile e quella maschile. È l’immagine della “sfera pubblica e sfera privata”.

Momenti di essereVirginia Woolf, Momenti di essere: scritti autobiografici, Baldini e Castoldi Dalai

Pubblicati postumi, questi scritti autobiografici di Virginia Woolf, composti in un arco di quasi quarant’anni, sono illuminanti per la comprensione della sua tematica e della sua costante ricerca di definire gli infiniti piani sovrapposti della realtà. Né narrativa né biografia, queste pagine sono il tentativo di tracciare le linee di uno sviluppo interiore.

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